IL BUSINESS DEI RIFIUTI ed il nuovo inceneritore di BZ
Nel venerdì scorso, in sala Civica a Merano, si è svolta la conferenza organizzata da Sinigorespira con il tema “Il Business dei rifiuti”. Luca Marcon, in qualità di giornalista investigativo, ha potuto spiegare dettagliatamente le vicende affaristico/politiche legate al nuovo inceneritore di Bolzano che partirà nel 2013 in concomitanza dello spegnimento del vecchio, il quale lascerà il suo cadavere da demolire, sempre a costi elevatissimi in quanto “rifiuto speciale pericoloso”.”vecchio” inceneritore di BZ
Non si è potuto fare a meno di collegare i rifiuti alla salute pubblica, prendendo atto che l’inceneritore rende un minimo di energia elettrica rispetto ai suoi consumi, mentre nel bruciare le immondizie produce quantità di rifiuti maggiori contenenti sostanze particolarmente pericolose da dover poi trasportare altrove per trattarle, a sua volta, con altri macchinari e riempire nuove discariche. Tra le centinaia e centinaia di nanoparticelle tossiche emesse nell’aria, si sono ricordate le diossine ed i furani.
Alla conclusione della conferenza, restano ancora amare le bocche dei cittadini nei confronti delle aspettative riguardo alla tutela della salute e delle risorse economiche pubbliche.
Il comitato cittadino coglie l’occasione per ringraziare il relatore e tutti i presenti particolarmente attivi e coinvolti, poiché con la loro presenza hanno acceso una luce che rende possibile, se alimentata, una chiarezza migliore accanto ai politici.
Tra il pubblico si sono sollevati molti collegamenti al nuovo impianto di Trattamento Rifiuti Speciali, tra cui i pericolosi, realizzato alle porte di Merano e presentato a fatti compiuti sia ai cittadini che alle categorie che fino a ieri hanno reso l’Alto Adige terra distinta perchè di agricoltura e turismo. Qualcuno ha ricordato anche le quasi 8.000 firme consegnate recentemente al Presidente della Provincia con richieste di applicare le normative Europee con lo scopo di mettere al primo posto il Bene Comune. “Dittatura o democrazia? Questi costosissimi impianti a chi servono veramente?” sono le domande sollevate dalla platea che aspettano risposta.
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